Come usare il cambio della bicicletta

usare il cambio

Usare il cambio della bicicletta in maniera corretta dovrebbe essere una delle prime cose da imparare per sfruttare al meglio il nostro mezzo, eppure molte persone alle prime armi (e non solo!) si trovano in difficoltà e si accontentano di un utilizzo un po’ a casaccio di questo prezioso alleato, senza sapere che così facendo si può compromettere l’integrità della catena e la sua durata.

I consigli che seguono valgono soprattutto per coloro che hanno una cambio con deragliatori (sono i più diffusi); se invece siete tra i fortunati possessori di un cambio interno al mozzo alcune considerazioni qui esposte non si applicano al vostro caso, ma vi consiglio comunque di leggere i suggerimenti che seguono.

Il cambio a deragliatore è un piccolo capolavoro meccanico che nasce per rendere più efficiente la pedalata: grazie ad esso infatti possiamo spostare la catena di trasmissione su pignoni di diverso diametro e dentatura, adeguando così il rapporto tra la nostra pedalata e la rotazione della ruota. In questo modo possiamo diminuire lo sforzo necessario da imprimere sui pedali mentre affrontiamo una salita o siamo controvento; viceversa, in leggera discesa o quando vogliamo andare più veloci, è possibile scegliere una marcia più lunga.

Spesso si sente dire dai messaggi pubblicitari: “Cambio a 27 velocità!”, riferendosi ad una bicicletta con tre corone anteriori e nove pignoni posteriori (9 x 3 = 27)… niente di più inesatto. A parte il fatto che non stiamo parlando di velocità ma di rapporti di trasmissione, in realtà le marce utili in un caso del genere sono molte di meno, e questo perché:

♦ non si possono usare tutte le combinazioni di ingranaggi, in quanto sono da evitare situazioni in cui la catena lavori “storta” (ad esempio collegando la corona anteriore più a sinistra con il primo pignone posteriore a destra);

♦ ci sono coppie di ingranamenti che, pur avendo numero di denti diversi, offrono lo stesso rapporto di riduzione, sono cioè dei doppioni.

 

Scegliere i rapporti

Per sapere come usare correttamente le marce giuste dovete fare due conti e armarvi di un po’ di pazienza. Innanzitutto contate il numero di denti di ciascun ingranaggio della vostra bici, davanti e dietro; se siete fortunati troverete il numero inciso in piccolo sul metallo, altrimenti prendete una matita e cominciate a contare. Tipicamente, sulla guarnitura (cioè gli ingranaggi che muovete insieme ai pedali) avrete tre corone con, ad esempio, 22-32-44 denti (se è di derivazione MTB), oppure 28-38-48 o simili. Invece sul pacco pignoni posteriore ci sarà una serie di dentature crescenti (da 7 a 10 numeri), per esempio questa: 11-12-14-16-18-21-24-28-32.

Inserite questi dati in una tabella (cartacea o Excel) con i denti delle corone disposti in colonne ed i pignoni in righe, e dividete i valori delle prime con quelli dei secondi, infine moltiplicate il risultato per la circonferenza della vostra ruota (di solito è poco più di due metri: è quel numero che normalmente si inserisce nel ciclocomputer per tararlo); il risultato dovrebbe essere simile a questo:

come usare il cambio

Il numero che risulta nelle intersezioni della tabella rappresenta lo sviluppo metrico della pedalata, cioè quanti metri di strada fate con un giro di pedale innestando quella particolare marcia. Chiaramente, i valori più piccoli sono in basso a sinistra (marce più “tenere”), mentre quelli più alti sono in alto a destra (marce “dure”). Come si diceva, ci sono valori che si ripetono e che quindi sono ridondanti; inoltre, i valori vicini agli altri due estremi sono quelli per cui la catena lavora male perché poco allineata, e vanno quindi scartati.

Quello che dovete fare è scegliere una scala di valori che parta da quello più piccolo ed arrivi al più grande, cercando di restare vicini alla diagonale ed evitando salti troppo grandi tra una marcia e la successiva; ecco un esempio:

usare il cambio

In questo modo abbiamo trovato una sequenza di 15 rapporti che copre un grandissimo range di situazioni, senza buchi eccessivi. Non resta che identificare queste accoppiate sui comandi del vostro manubrio, che molto probabilmente avranno un indice numerato o comunque visuale. Con un po’ di pratica, sarete in grado di scorrere sulla vostra sequenza in maniera intuitiva, scegliendo ogni volta la marcia giusta, come se aveste un cambio automatico!

 

Pedalare al giusto ritmo

Ma esiste una marcia “giusta” da usare? La risposta è : per avere una pedalata efficiente e non affaticare troppo muscoli ed articolazioni, la frequenza ideale si trova intorno alle 80 pedalate al minuto (questo vale per andature non agonistiche!); il valore può leggermente cambiare a seconda del ciclista e della sua posizione in sella, ma è stato dimostrato che mantenendo questa frequenza ottimale lo sforzo totale diminuisce e potete coprire una distanza maggiore senza sentire le gambe a pezzi a fine giornata…

Fate qualche esperimento: pedalate normalmente su un percorso che conoscete e, tenendo d’occhio l’orologio, contate quanti giri completi di pedale fate in 15 secondi; moltiplicate poi il risultato per 4. Se il valore è troppo basso, ad esempio 70, vi consiglio una pedalata più “agile”, dovete cioè usare una marcia più tenera; il contrario se invece superate un valore di 90.

Con la pratica è molto facile sentire con le proprie gambe qual è la cadenza corretta per ottimizzare lo sforzo, e imparerete velocemente ad impostare la marcia giusta per ogni evenienza.

 

Consigli pratici per cambiare correttamente

Con i normali deragliatori non si può cambiare marcia da fermi, perché la catena deve girare in avanti… per questo è molto importante imparare a “vedere” la strada davanti a noi e innestare il rapporto giusto prima che ci serva. Se ci stiamo avvicinando ad una salita, ad esempio un cavalcavia, conviene alleggerire il cambio di qualche metro in anticipo, perché farlo mentre stiamo già spingendo sui pedali può essere difficile e non fa bene alla catena. Allo stesso modo, mettete un rapporto agile prima di fermarvi ad un semaforo, soprattutto se arrivate da una marcia lunga, così da poter ripartire più facilmente.

Il cambio di marcia deve avvenire senza spingere sui pedali, ma facendoli girare con poco sforzo, in modo da non sollecitare la catena ed il cambio; il rischio è quello di far cadere la catena, ma eventualmente anche di romperla… Dovete immaginare di avere una specie di “frizione” sui vostri piedi: al momento della cambiata eseguite un gesto deciso con il comando al manubrio e contemporaneamente alleggerite la pedalata per uno o due giri; non appena sentite la catena di nuovo fluida, rilasciate il pollice dalla leva e riprendete a pedalare normalmente!


 

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