Il consiglio più importante

Stop!

Potrebbe sembrare la frase che ci diceva la mamma prima di mandarci fuori a giocare, e suona quasi ridicola per la sua banalità. Ma a me non l’aveva detta nessuno prima di partire con la bicicletta! L’ho imparata a mie spese, e adesso è la prima cosa che consiglio a chi mi chiede qualcosa sui viaggi in bici. E’ questa:

Mangia prima di avere fame, bevi prima di avere sete, fermati prima di essere stanco.

Ovvio, no? Non proprio. Prendiamo il cibo, ad esempio. E’ molto facile sottovalutare il diverso fabbisogno calorico che richiede una giornata in sella, anche se andiamo ad andatura moderata, in piano, senza sforzo. E’ pur sempre un’attività aerobica, blanda ma continuata (in viaggio si arriva a pedalare anche per 5 o 6 ore effettive). Se mangiamo alla stessa maniera di una giornata in ufficio, alla sera saremo distrutti perché il nostro corpo esaurisce le riserve e ce lo farà notare. Mangiate più di quello che vi dice lo stomaco, lo brucerete in una manciata di chilometri. La colazione dev’essere molto abbondante e piena di carboidrati, o non arriverete all’ora di pranzo; consumate cibi sostanziosi e calorici, e non saltate mai i pasti.

La disidratazione è un pericolo ancora più serio. Con l’attività fisica e la sudorazione, il bisogno di acqua aumenta. La sete (che è già un sintomo) non sempre ce lo fa presente, soprattutto in giornate non troppo calde. La scorta d’acqua deve essere sempre abbondante, rimanere senza in situazioni un po’ isolate non è piacevole! Le conseguenze possono essere gravi, dalla semplice spossatezza fino al colpo di calore. Cercate di bere spesso ed in piccole quantità, non solo acqua ma anche tè e succhi di frutta, per reintegrare i sali minerali.

E’ importante anche saper dire: “Ok, per oggi basta!”. L’errore più comune è quello di pianificare un percorso, spesso in maniera troppo ottimistica, e poi fare di tutto per rispettarlo. Anche se questo significa stressarsi inutilmente. Gli ultimi chilometri della giornata, se siamo stanchi, sembrano eterni; la stanchezza può anche farci prendere decisioni sbagliate. Meglio fermarsi e proseguire la mattina seguente.

Un ultimo approfondimento su quest’ultimo punto. Viaggiare non è una gara. Rallentare più spesso vuol dire anche viaggiare meglio: una volta che un luogo è passato, lo lasciamo per sempre (o quasi). La bici può essere anche troppo veloce, a volte è meglio fermarsi un po’ e scendere dalla sella, perché poi non si torna più indietro. Una volta avevo anche pensato di scrivermelo sul manubrio, con un pennarello bianco, in maiuscolo: STOP! Poi non l’ho più scritto, ma fatelo voi se vi sembra opportuno :)

Deve esserci una voce interna che vi dice: fermati, e respira. Guardati intorno e goditi quello che vedi. Ogni volta che vedi un bel paesaggio, fermati a scattare una foto, altrimenti lo dimenticherai. Fai una deviazione non programmata, se ne vale la pena. Mangia in un prato, non a bordo strada. La bici è solo il mezzo, il viaggio è tutto intorno.

Stop!


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