Tre buoni motivi per viaggiare in bici

Vacanza in bicicletta

Quando ho scoperto, quasi per caso, il cicloturismo, ci ho messo davvero poco a capire che la bicicletta è il mezzo di trasporto ideale per esplorare, conoscere (e in parte capire) un luogo, un Paese intero o una cultura. Nell’accezione comune, la parola “viaggio” ci fa pensare a una serie di concetti che hanno poco a che fare con il vero significato del termine. Ci vengono in mente l’agenzia, i biglietti, gli orari del treno o dell’aereo, la guida da leggere, i ricordi da comprare. E la destinazione finale ovviamente, da raggiungere nel minor tempo possibile. Ma è tutto qui? Viaggiare dovrebbe aprirci la mente, essere uno stimolo ad imparare come da un libro aperto, non una sterile lista di cose da fare e di luoghi da vedere. Tutto ciò che sta nel mezzo, non solo la destinazione. Catturare il presente. Non avere idea di cosa aspettarsi. A tutto questo serve la bici.

“Quando smetti di pensare alla meta, ogni passo non è soltanto un mezzo, ma un evento fine a se stesso” – Robert Pirsig

La prima cosa che si scopre viaggiando in bicicletta è il contatto autentico con tutto ciò che ci circonda. La strada, la Natura, le persone. Con qualsiasi mezzo a motore ci spostiamo, i nostri sensi sono chiusi dentro una scatola e non abbiamo interazione con il mondo esterno, con l’eccezione (forse) di un finestrino. In bici, non possiamo isolarci dal paesaggio: l’odore della Natura, o semplicemente dell’aria del mattino, i rumori della campagna, dei boschi, di un mercato. Tutto è amplificato, invece che ovattato. Anche la gente che incontriamo è più aperta se viaggiamo su due ruote, forse perché non è abituata all’assenza di quella “scatola” che ci separa da loro, non solo fisicamente. Saranno loro a chiedervi con curiosità: “Ma dove state andando? Come mai proprio qui nel mio paesino di campagna?”.

La velocità è il secondo fattore discriminante. Con la bicicletta, ci si sposta abbastanza lentamente da toccare con mano tutto ciò che elencavo sopra, ma altrettanto velocemente da poter effettivamente “viaggiare”, cioè raggiungere una destinazione che sarebbe quasi impensabile a piedi. L’aereo, il treno, l’auto sono strumenti per “arrivare” più velocemente possibile alla destinazione, cercando di sorvolare tutto ciò che ci separa da essa. Ma se lo scopo del viaggio è anche quello di “conoscere”, allora non stiamo usando il mezzo giusto!

Viaggiare in bici è un modo per scoprire luoghi che normalmente nessuno conosce. E non parlo di posti inesplorati e inaccessibili! Sono i piccoli paesi di provincia, le spiagge deserte, gli argini dei fiumi, le vallate di montagna ancora intatte. Tutti i posti tralasciati dal turismo ufficiale, e per questo ancora autentici. Luoghi così vicini ed accessibili, che stranamente solo una bicicletta ci dà la libertà di esplorare.

Potrei aggiungere tante altre considerazioni sul cicloturismo, per esempio il fatto che è un modo totalmente sostenibile ed ecologico di spostarsi. E’ adatto a tutti, non serve essere atleti o avventurieri. Non c’è limite di età (lo fanno diciottenni e pensionati), né di classe sociale (si può viaggiare con tutti i lussi o in maniera molto frugale). Senza contare che fa bene alla salute e ci si diverte come bambini, appunto, in bicicletta.

Ma sono tutte cose accessorie. Il vero motivo che può spingervi a provare questa esperienza è la voglia di sperimentare un modo diverso di conoscere quello che ci circonda, diverso dal turismo di massa che oggi, non a caso, è considerato un’industria. Se questo sistema non vi soddisfa più, concedete alla bicicletta una possibilità.

Tutto il resto, se volete, lo scoprirete non appena saliti in sella.

viaggiare in bici

Foto di Geir Anders Rybakken


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