Una strada d’altri tempi: il monte Mangart

Strada del monte Mangart

Il monte Mangart è la terza cima della Slovenia; con i suoi 2679 metri di altezza domina il panorama circostante, dai laghi di Fusine al passo Predil. Nel 1938 l’esercito italiano costruì una strada militare per raggiungere la base della vetta (all’epoca era territorio dell’Italia), da cui era possibile controllare la vallata sottostante ed il confine con l’Austria. Questa strada di circa 10 chilometri, oggi completamente asfaltata, è un piccolo capolavoro di ingegneria che, con le sue cinque gallerie scavate nella roccia nuda, ci porta al cospetto della cima a quota 2050 metri. E’ la strada più alta di tutta la Slovenia.

Il percorso si dirama dalla strada di valico tra Italia e Slovenia presso il passo del Predil, e potete imboccarla arrivando dal lago omonimo in territorio italiano oppure da Bovec, in Slovenia. E’ una strada senza uscita, arrivati in cima troverete un anello e dovrete ritornare indietro.

Nel 2004 una frana, causata da piogge eccezionali, ricoprì completamente il primo tratto del percorso. La strada non fu sgombrata ma venne costruita una variante sull’altro lato del torrente che taglia la vallata iniziale; poco dopo l’inizio della salita, attraversato il ponte, vedrete chiaramente la montagna franata alla vostra sinistra e il tratto di asfalto ancora sepolto.

La pendenza è abbastanza costante, piuttosto forte in certi tratti ma fattibile per chi è allenato; si inizia con un tornante e poi un lungo rettilineo immerso nel bosco, che ci conduce alla stazione del pedaggio. Solo i mezzi a motore pagano, le biciclette passano gratis! Per questo motivo non troverete moltissimo traffico (evitate però i week-end), e potrete godervi il silenzio della montagna.

Gli ultimi tunnelContinuando la salita si attraversa una zona di pascolo da cui, guardandovi indietro, è possibile ammirare la vallata sottostante. In breve tempo si arriva alle prime gallerie: non sono molto lunghe, ma non essendo illuminate sono assolutamente consigliati un faretto anteriore e una luce rossa posteriore. Nei tratti aperti non ci sono protezioni al lato della strada, quindi attenzione ai veicoli, specialmente in curva.

Il paesaggio cambia all’uscita di ogni tunnel, diventando sempre più roccioso e imponente. Terminata anche l’ultima galleria vi ritroverete in uno spazio ampio, alto, circondati dalle cime delle Alpi Giulie e dalla cupola del Mangart, ormai ben visibile. Inutile dire che le foto non rendono assolutamente l’idea!

Il rifugio alla fine della stradaA questo punto la strada diventa un circuito a senso unico da percorrere in senso antiorario, serve solo un ultimo sforzo per arrivare alle pendici del monte e parcheggiare la bicicletta vicino all’area di sosta. Da qui, con una breve camminata di un centinaio di metri, potete ammirare dalla forcella Lavinia la vista mozzafiato dei laghi di Fusine sottostanti. A questo punto potete vestirvi per la discesa, attenzione al traffico in salita!

 

Informazioni utili

Difficoltà: difficile (pendenza media: 10%)

Lunghezza: 11 km dal bivio presso il passo Predil

Note: portare faretti per bici, acqua, cibo, giacca a vento e guanti per la discesa

Profilo altimetrico e mappa:

Salita al monte Mangart (dal sito www.salite.ch)

Caricamento delle mappe in corso - restare in attesa...

Inizio: 46.423778, 13.595066
Fine: 46.441642, 13.642616


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